Lodigiano Terra Buona: accordo Provincia-PTP
PTP 19.07.10 - Lodigiano Terra Buona: presentato protocollo d'intesa tra Provincia di Lodi e Parco Tecnologico Padano
Il PTP è stato incaricato dalla Provincia di Lodi di effettuare le verifiche ispettive dei disciplinari che certificano la qualità dei prodotti del marchio Lodigiano Terra Buona. E' il primo passo di un percorso che porterà, negli anni, all'introduzione di innovative metodiche molecolari, sviluppate dalla Piattaforma Genomica del PTP, nel processo di certificazione del marchio.
Analisi di DNA fingerprinting verranno impiegate per la certificazione dei disciplinari di mais, riso e pomodoro, così come per la tracciabilità della linea vacca/vitello; l’analisi del DNA permetterà inoltre di stabilire la qualità della carne di suino e la qualità del latte, crudo e pastorizzato.
Nuovi metodi saranno messi a punto nell’ottica di un miglioramento continuo delle produzioni e dei disciplinari, con attività di studio e ricerca di nuovi marker molecolari, marketing mirato ed internazionalizzazione del marchio.
Tale accordo fornisce l’opportunità di valorizzare un sistema territoriale che coniuga sempre di più la tradizione delle produzioni tipiche con l’innovazione tecnologica, anche attraverso lo sviluppo di innovative tecnologie di certificazione.

La galleria del PTP, luogo dell'incontro.

L'intervento dell'Assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia, Luigi de Capitani.
Dal Dna di latte, formaggi e salami la lodigianità dei prodotti. La certificazione del marchio “Lodigiano terra buona” arriverà dal parco tecnologico padano. Fino ad oggi le procedure erano affidate dalle stesse aziende lodigiane alla romana Nexos. Grazie ad un accordo tra la provincia e il parco, invece, sarà lo stesso palazzo San Cristoforo a farsi carico dell’iniziativa. «Sul piatto - spiega l’assessore all’agricoltura Matteo Boneschi - abbiamo messo 100mila euro, ma se sarà necessario amplieremo la convenzione». Il progetto, afferma il consigliere delegato del Parco Luigi Tarenzi «prevede il coinvolgimento di tutti i ricercatori che lavorano a cascina Codazza». «Ci siamo affidati alla tecnologia del Parco - spiega Boneschi - e andiamo verso il controllo genomico dei prodotti. La tracciabilità dei prodotti è quanto richiedono i consumatori. E poi sgraviamo dei costi di certificazione le aziende che aderiscono al marchio. La provincia non solo non taglia su questa partita, ma ci crede. Saremmo orgogliosi se questo modello venisse preso ad esempio da altre aziende. Dal controllo cartaceo si passa al controllo genomico. In pratica si tratta di elaborare un tipo zero dal quale verificare con la campionatura la conformità al modello originale». «Il marchio - dice il presidente della provincia Pietro Foroni - è uno degli elementi nei quali crediamo insieme alla sicurezza nel settore agroalimentare. Per questo vogliamo investire risorse. Il secondo passo è la redditività e la commerciabilità del marchio. A breve il marchio sarà trasformato in un consorzio perché entri nella piccola e media distribuzione, anche in vista di Expo 2015».«Tecnologie molecolari quali analisi del Dna per la tracciabilità della linea vacca/vitello permetteranno di stabilire la qualità delle carni del latte, crudo e pastorizzato, e consentiranno un continuo miglioramento dei disciplinari di mais, riso e pomodoro - aggiunge Tarenzi -. Nuovi metodi saranno messi a punto nell’ottica di un miglioramento continuo delle produzioni e dei disciplinari, con attività di studio e ricerca di nuovi marker molecolari».«Trovando i marcatori - spiegano i ricercatori - si riesce a riconoscere un prodotto di origine protetta. Il Dna viene estratto e processato dal robot; può essere conservato e poi riutilizzato».«Per fare agricoltura oggi servono risorse - commenta l’assessore regionale Luigi De Capitani -. Lodi ha potuto usufruire di alcune importanti linee d’azione e di finanziamento destinate a questo comparto da regione Lombardia, che riguardano il Psr, Programma di sviluppo rurale, la Pac, Politica agricola comune, e la legge regionale 31 del 2008. Sul fronte del Psr, dal 2008 a oggi, in questa provincia sono stati destinati oltre 12,5 milioni. Parlando di Pac, invece, annualmente Lodi ottiene circa 30 milioni. A questi si aggiungono i 13,5 milioni assegnati nella scorsa legislatura a questo territorio per la competitività, la promozione, le calamità, la caccia e la pesca e la salvaguardia del territorio».
Fonte: Il Cittadino





